Un gioco famosissimo dal grande successo e un seguito senza fine, tratto dai libri del genio fantasy Andrzej Sapkowski, finalmente con tutta la pazienza di questo mondo son riuscito a finirlo, ed ecco qui la mia recensione.
-La trama: come il precedente della serie, il gioco ha una trama intensa, a dir poco fantastica, nel pieno stile dei libri, tra amori tribolati, sesso sfrenato, ignoranza popolare e rozzerie miste. Molte scelte tutte da scoprire, molta libertà di roleplay, molte informazioni. Senza dubbio la parte migliore del gioco.
-Grafica: molto invitante risulta l'ambiente, molto curato in ogni sua fase, tranne per il fatto che specie nei filmati di trama accadono dei ritardi delle informazioni e delle difficoltà di rendering tale per cui i dettagli si formano in corso d'opera invece che essere presenti fin dal principio.
-Meccaniche di gioco: le meccaniche si presentano molto semplici ma sicuramente più curate del primo capitolo della saga, anche se ancora scarsa la qualità degli inventari, che non si degnano neanche di avere un qualsiasi tipo di ordine o catalogazione se non quelle di massima. Inoltre il sistema a diario multiplo è piuttosto confusionario e occorre sempre andare abbastanza a caso per cercare quel che si vuole, oppure si deve memorizzare il tutto a mente. Il combattimento è molto difficile, ma senza dubbio stimolante.
L'avanzamento del personaggio si svolge su quattro alberi separati, addestramento magia alchimia e combattimento, molto molto bello e personalizzabile, soprattutto poiché alcune abilità si possono influenzare con dei mutageni che danno effetti extra rispecchiando le mutazioni che avvengono nel corpo del witcher.
-Il sistema delle quest: una grave, grave pecca da questo lato. Il sistema teoricamente si basa su una minimap e un puntatore, ma spesso e volentieri non esiste un puntatore poiché si deve "cacciare" l'avversario, raccogliendo precedentemente informazioni. Il punto terrificante è che, specie all'inizio, non si sa minimamente dove trovare cosa per fare cosa quando lo si vuole fare, per cui si vaga come dei pirla parlando con tutti gli stracazzo di cittadini del mondo, si vaga per le foreste nella mera casualità finché non si muore attaccati da ottanta mostri.
Come se non bastasse ciò, alcune quest sono intrecciate a grappolo senza che il giocatore lo sappia, quindi non risolvere nel giusto ordine impossibile da azzeccare le rende vane in toto.
-Crafting e acquisti: i soldi, come vuole l'ambient, scarseggiano, per cui comprare da venditore oggetti finiti è quasi infattibile, la cosa però è sostituibile dal fatto che si possono comprare le materie prime e le "ricette" per tutto. La cosa parrebbe figa, se non fosse che innanzitutto si compra a 1000 e si vende a 5, cosicché se si sbaglia a comprare un paio di cose visto che nella finestra di acquisto non si capisce una mazza, è la fine e occorre ricaricare visto che i soldi servono anche per comprare l'equipaggiamento che serve per le quest. Una cosa un po' incoerente, inoltre, è il fatto è che ci siano diecimila variabili di armi e armature ma finché non si craftano non si sa come usciranno, combato con la scarsità di soldi diventa una cosa completamente inutile e che non gratifica come dovrebbe.
-Colonna sonora: bellissima, adattissima, fucker al punto giusto, anche se onestamente più fantasy della precedente che era più metallozza, che io preferisco.
In totale un bell' 8/10 per questo gioco che dopo una dovuta pausa riprenderò in mano di certo.
mercoledì 27 febbraio 2013
giovedì 20 dicembre 2012
Recensione Dark Souls
Moltissimi nell'ambiente conosceranno questo controverso videogioco, la morte è all'ordine del giorno, la frustrazione non ha fine e la bile si unisce al sangue. Vediamo di darvi una recensione, considerando che non ho ancora giocato il gameplay plus.
-La Trama: La...cosa? Decisamente questo gioco ha una trama di base scontatissima e basta, non è per nulla un roleplay ma solo un unico gigantesco dungeon crawl.
-Vecchie nostalgie: Un gioco lunghissimo, difficilissimo, dove se non sai come si fa non riesci a farlo, dove devi imparare le mosse dei nemici alla perfezione, dove metterci testa è d'uopo. Una volta abituati a questo vecchio e sempre bel metodo di lavoro, la passione della sfida ha il sopravvento.
-Grafica: Eccellente il personaggio, eccellenti i nemici, eccellenti gli ambienti a tre dimensioni in prospettiva. Un' ENORME pecca sono le compenetrazioni e la delimitazione degli spazi, che garantiscono ai mostri ma non ai giocatori di colpire attraverso pareti e ostacoli, rendendo la vita molto dura al pg. A volte sembra che il motore grafico non stia dietro ai comandi del giocatore, eseguendo questi ultimi in un ritardo dai 2 ai 5 decimi di secondo, tempo pressoché indispensabile per non essere uccisi.
-Interazione coi nemici: Interessante e stuzzicante fino a che non avvengono palesi violazioni delle leggi della fisica. Parrebbe che se il gioco decide che "il personaggio è stato colpito", indipendentemente dalla posizione in cui si trova venga leso, attraverso movenze assurde dei mostri che fanno da rotazioni modello trottola a veri e propri scorrimenti sul suolo. Stessa cosa vale per le parate attive con i conseguenti contrattacchi e i backstab (chiamati colpi critici), se sommiamo i ritardi a queste movenze assurde possiamo chiaramente notare che anche contro nemici che conosciamo a memoria 1 volta su 4 mediamente queste ultime non funzionano. Un ultima cosa, alcuni nemici sono fatti appositamente per esser sconfitti non per bravura ma per mero culo, cosa piuttosto frustrante.
-Capire il gioco: Il libretto di istruzioni non spiega alcunché della politica del gioco, delle meccaniche, dei venditori, di niente. Per non creare un pg che a un certo punto sarà semplicemente inefficace al 100% occorre visitare almeno 3 volte al giorno il sito internet di dark souls con spoilers e spiegazioni, cosa piuttosto risibile.
-Modalità online: Premettendo che non ci ho giocato, nessuna pecca in sé, ma io non ho voluto giocarci in quanto sembra che esistano dei cheat tali per cui c'è della gente inabbattibile che gira per i mondi. Già il gioco è abbastanza ostico senza gli stronzi.
Commento finale: appassionante, oscuro, bellissimo, ma a volte vien proprio voglia di prendere il disco di gioco e usarlo come un piattello.
VOTO: 7.5
-La Trama: La...cosa? Decisamente questo gioco ha una trama di base scontatissima e basta, non è per nulla un roleplay ma solo un unico gigantesco dungeon crawl.
-Vecchie nostalgie: Un gioco lunghissimo, difficilissimo, dove se non sai come si fa non riesci a farlo, dove devi imparare le mosse dei nemici alla perfezione, dove metterci testa è d'uopo. Una volta abituati a questo vecchio e sempre bel metodo di lavoro, la passione della sfida ha il sopravvento.
-Grafica: Eccellente il personaggio, eccellenti i nemici, eccellenti gli ambienti a tre dimensioni in prospettiva. Un' ENORME pecca sono le compenetrazioni e la delimitazione degli spazi, che garantiscono ai mostri ma non ai giocatori di colpire attraverso pareti e ostacoli, rendendo la vita molto dura al pg. A volte sembra che il motore grafico non stia dietro ai comandi del giocatore, eseguendo questi ultimi in un ritardo dai 2 ai 5 decimi di secondo, tempo pressoché indispensabile per non essere uccisi.
-Interazione coi nemici: Interessante e stuzzicante fino a che non avvengono palesi violazioni delle leggi della fisica. Parrebbe che se il gioco decide che "il personaggio è stato colpito", indipendentemente dalla posizione in cui si trova venga leso, attraverso movenze assurde dei mostri che fanno da rotazioni modello trottola a veri e propri scorrimenti sul suolo. Stessa cosa vale per le parate attive con i conseguenti contrattacchi e i backstab (chiamati colpi critici), se sommiamo i ritardi a queste movenze assurde possiamo chiaramente notare che anche contro nemici che conosciamo a memoria 1 volta su 4 mediamente queste ultime non funzionano. Un ultima cosa, alcuni nemici sono fatti appositamente per esser sconfitti non per bravura ma per mero culo, cosa piuttosto frustrante.
-Capire il gioco: Il libretto di istruzioni non spiega alcunché della politica del gioco, delle meccaniche, dei venditori, di niente. Per non creare un pg che a un certo punto sarà semplicemente inefficace al 100% occorre visitare almeno 3 volte al giorno il sito internet di dark souls con spoilers e spiegazioni, cosa piuttosto risibile.
-Modalità online: Premettendo che non ci ho giocato, nessuna pecca in sé, ma io non ho voluto giocarci in quanto sembra che esistano dei cheat tali per cui c'è della gente inabbattibile che gira per i mondi. Già il gioco è abbastanza ostico senza gli stronzi.
Commento finale: appassionante, oscuro, bellissimo, ma a volte vien proprio voglia di prendere il disco di gioco e usarlo come un piattello.
VOTO: 7.5
sabato 17 novembre 2012
Sotto pelle, cenere: ci riproviamo
Prova numero due di scrittura di un post con questo titolo.
Come oggi dicevo a una mia chattante, sono per la cura emotiva estrema, per cui se sono triste meglio devastarsi fino alla fine con riflessioni entropiche al fine di arrivare a uno stato di esaurimento che è in grado di produrre composizioni di qualche tipo.
Così scrivo infine nel silenzio della mia stanza, descrivendo dettagliatamente quel che lo specchio emozionale rivela in un modo così palesemente crudele, ancora una volta sapendo che in ogni caso qualsiasi lettore ignorerà completamente tutto ciò al massimo apprezzando per la profondità stilistica.
Sotto pelle c'è solo cenere, come se un abito carnoso fosse gettato su un corpo dato alle fiamme troppo tempo addietro e gli ultimi resti si stessero freddando in sporadici spasmi fumosi.
Per assurdo quel che crea calore non è l'interno, ormai gelido, ma l'abito che impavido e belligerante esplode in furore e potenza, alimentando così ad eternum un braciere spento da tempo.
Tutte le emozioni, tutte le sensazioni, tutti gli spasmi, solo temporanei, belli in quanto facenti parte dello strato superiore, ma privi di significato quando tentano di penetrare a fondo.
Non v'è nulla, oltre la pace della fine.
Non v'è nulla, se non l'oblio.
Come oggi dicevo a una mia chattante, sono per la cura emotiva estrema, per cui se sono triste meglio devastarsi fino alla fine con riflessioni entropiche al fine di arrivare a uno stato di esaurimento che è in grado di produrre composizioni di qualche tipo.
Così scrivo infine nel silenzio della mia stanza, descrivendo dettagliatamente quel che lo specchio emozionale rivela in un modo così palesemente crudele, ancora una volta sapendo che in ogni caso qualsiasi lettore ignorerà completamente tutto ciò al massimo apprezzando per la profondità stilistica.
Sotto pelle c'è solo cenere, come se un abito carnoso fosse gettato su un corpo dato alle fiamme troppo tempo addietro e gli ultimi resti si stessero freddando in sporadici spasmi fumosi.
Per assurdo quel che crea calore non è l'interno, ormai gelido, ma l'abito che impavido e belligerante esplode in furore e potenza, alimentando così ad eternum un braciere spento da tempo.
Tutte le emozioni, tutte le sensazioni, tutti gli spasmi, solo temporanei, belli in quanto facenti parte dello strato superiore, ma privi di significato quando tentano di penetrare a fondo.
Non v'è nulla, oltre la pace della fine.
Non v'è nulla, se non l'oblio.
lunedì 5 novembre 2012
Recensione di Mass Effect 3
Ho finito circa 10 minuti fa il capitolo finale di Mass Effect 3, un titolo che mi sta molto a cuore, e qui vorrei recensire dal punto di vista di un giocatore (quindi senza spoiler o rivelazioni da internet) la percezione di questo gioco.
1-L'IMPORTAZIONE DA MASS EFFECT 2: Chi ha giocato il secondo sicuramente si ricorderà dei quattro gradi di ogni potere, qui sono stati ampliati fino a sei per garantire un buon ampliamento, e gli ultimi tre step di ogni potere hanno uno sdoppiamento per essere personalizzabili. Fin qui nessun problema, fino a quando ti accorgi che i poteri che avevi acquisito da altri personaggi (come aveva fatto il mio biotico) non vengono importati e i punti ad essi dedicati vengono redistribuiti negli altri poteri. Alcuni di questi poteri si possono recuperare chiacchierando con l'equipaggio (e non svolgendo missioni fortunatamente, sarebbe stato ancora più nonsense) ma la lista di questi è limitatissima, in totale di recuperare il mio potere non c'è stato verso. Voto parziale: 6/10
2-MERCHANDISING: Come va di moda ultimamente, è d'uopo vendere giochi incompleti e poi mettere online delle DLC gratuite o meno per ampliarlo. Di per sé trovo la cosa ridicola e pedante in quanto per il costo del prodotto mi aspetto un gioco abbastanza completo, al max con un paio di espansioni. Inoltre la versione Xbox, quella con cui ho giocato, è estremamente buggata, errori grossolani di scritte, descrizioni mancate dei poteri, una missione principale completamente buggata quindi ingiocabile, insomma un cesso su tutti i fronti. Voto parziale: 1/10
3-DIALOGHI: I dialoghi con i png sembrano cazzuti, seriosi, pieni di pathos, fino a quando ti accorgi che qualsiasi cosa tu dica bene o male la prendono tutti con "si, signore". Ho capito che sei un cristo di capitano, ma mica la galassia intera è sotto il tuo comando! Inoltre praticamente se non per motivi essenziali non si può parlare coi png. L'unica cosa migliorata di tutto questo pantano è che si capiscono le risposte che implicano miglioramenti di punti Eroe/Rinnegato, che invece nel secondo erano di dubbia qualità. Voto parziale 4/10
4-ROMANCE: Mentre nel secondo capitolo della saga occorreva fare una quantità di dialoghi esorbitante per la romance, che in tal modo diventava una parte consistente e interessante della trama, in Mass Effect 3 è tutto condensato in una singola frase in un punto specifico. Direi poco se affermassi che è la cosa più da bimbiminkia che io abbia mai visto in un gioco di ruolo, niente rapporti prima, niente rapporti dopo, niente pathos, un limone secco dopo una frase da quattro soldi (nel mio caso era ad Ash+ley, "ho occhi solo per te") e una scopata prima della missione finale. Voto parziale: 1/10
5-SISTEMA DI COMBATTIMENTO: Il sistema di combattimento non è cambiato affatto fortunatamente, data la sua palese efficienza, e di questo si ringrazia. Naturalmente come sempre i poteri biotici sono troppo superiori rispetto alle armi, dato che curvano modello Wanted. Un brutto però è che non esiste il fuoco amico, sembra una scelta comune ma quando i tuoi nemici non vengono colpiti dalle armi delle astronavi giganti mentre tu si sale un porco inimmaginabile. Inoltre senza un valido motivo non si possono portare con sé armi pesanti ma si trovano per terra e quando sono scariche si buttano. Aggiungo che tutti i cazzo di nemici che incontri sono fisicamente più forti, non importa che tu abbia 6 nell'abilità apposita del potenziamento fisico, tutti sono fisicamente più forti di te. Voto parziale: 7/10
6-IL TEAM PER LE MISSIONI: I componenti del team di assalto (di cui come sempre c'è la scelta di due per ogni missione) sono pochi e squilibrati, in base alla carriera che si gioca alla fine la scelta ricade sempre sugli stessi, ci sono perfino casi di personaggi pressoché identici come poteri, e anche coloro che dovrebbero essere differenziati alla fine hanno poco spettro di azione. Un tipico esempio è che manca tipo l'80% dei poteri tecnologici nello spettro di abilità dei png. Voto parziale: 5/10
7-LA SCIENZA DELLA COERENZA: Diciamo che in ogni ambientazione che si rispetti vi sono delle regolamentazioni di quanta tecnologia e biologia esista, e Mass Effect 3 è molto chiaro sulle capacità di alleati e nemici. Magari per le persone che non hanno dimestichezza con tali argomenti la cosa è passata inosservata, ma nel corso della storia è elencata una serie di strumenti altamente tecnologici in mano agli alleati che, se paragonati a punti di forza e debolezze dei nemici, sarebbero stati sufficienti a terminare la trama in men che non si dica. Invece no, astronavi dalla potenza variabile, mostri dello stesso tipo che raddoppiano di forza senza un perché, scienziati intergalattici stupidi come delle capre, una merda sconfinata. Un esempio chiarificatore: un razziatore può essere abbattuto con un colpo nuke di un Claymore a mano ma non da un cannone di un incrociatore da guerra. Spezzo in ogni caso una lancia in favore del fatto che ci si può moddare armi e armature, potendo scegliere tra una gamma molto ampia di miglioramenti. Voto parziale 4/10
8-LA TRAMA: Trama eccezionale, piena di suspance e difficoltà, a volte un po' scontata ma tutto sommato degna di essere vissuta. Voto parziale 9/10
9-AGGIORNAMENTI DI GUERRA: Avendo una mappa con database di guerra si può essere aggiornati sugli sviluppi e gli alleati. Primo e grande punto negativo è che la reattività galattica non aumenta sopra il 50% a meno che non si giochi online, in modo che il multiplayer vada a pesare sul single player. Inoltre a prescindere da cosa di faccia, dagli aiuti che si diano e ottengano, alle scelte, ai potenziamenti e truppe ritrovate, alle risorse ecc, non si percepisce minimamente nello scontro finale cosa faccia ogni singolo schieramento in base a ciò, e si ha la sensazione di "sono contento di aver girato la galassia a tappeto per poi manco vedere come se la cavano questi con le tremila cose che ho trovato per loro". Voto parziale 5/10
10-FINALE: Sebbene sia stato contestato da molti ho adorato il finale, molto bello, molto faticoso, la giusta conclusione di tutto. Poi i titoli di coda. Poi una scritta che non cito per antispoiler che ti fa un sunto, e ti invita di continuare a giocare godendosi i contenuti online. Dopo un secondo ritrovi il comandante Shepard sulla Normandy come se nulla fosse successo. O mio dio!!! Ma perché!!! Orrore!!! Voto parziale 7/10
VOTO FINALE 4.9/10, vale i soldi che ho speso per acquistarlo solo perché l'ho preso usato a 25 euro, chi ha pagato il prezzo pieno ha chiaramente buttato via i suoi soldi.
venerdì 2 novembre 2012
Rosse Serate per Neri Occhi
Ogni tanto qualche presenza dal passato si manifesta nuovamente nella mia nuova e bene o male contenuta esistenza, facendo riaffiorare ricordi da me non voluti, così scottanti e malevoli che duole il cardias sotto l'attacco degli acidi. Il passato tutto sommato è un tempo differente da quello esistente, e per sua natura stessa non esiste più, quindi non dovrebbe così tanto interferire nella nostra vita, specie se si è chiaramente fatto in modo di scomparire da tutto e tutti. A volte ci sono notizie che non si vorrebbero apprendere, d'altronde come essere altamente empatico ne soffro per osmosi, sono quelle piccole cose che ormai non fanno più parte del presente ma del passato, eppure ci danno una sorta di identità evanescente. E per quanto vorremmo che il peso di ciò fosse quello che esprimiamo attraverso una battuta o un commento sarcastico, dentro è come piombo che ci trascina nel nero abisso dell'oblio, mentre consapevoli osserviamo la nostra identità sparire.
venerdì 14 settembre 2012
Ignavia Comportamentale
[...]e quindi mi domando se ogni tanto è concesso dire basta, se esiste un limite che superato concede a un individuo di abbandonare la compostezza e il garbo assoluto per far rimostranze contro gli abusi subiti, o se tutto dev'essere tenuto a freno, tutto taciuto per il sommo fine della quiete sommaria, permettendo ai tiranni profittatori di ciò di perdurare accrescendo esponenzialmente il loro basso Sè?[...]
giovedì 13 settembre 2012
L'Etica della Quaglia
Oggi veniamo ad analizzare, sempre per il ciclo "i nuovi perbenisti moderni", il macrogruppo sociale degli animalisti, prendendolo per i massimi sistemi.
Questo gruppo di ipocriti domenicali ha deciso che una vita di un animale qualsiasi è importante perlomeno alla pari se non maggiormente rispetto a quella umana, e che nonostante ciò identificano negli animali tipici comportamenti umanoidi al fine di giustificare le loro azioni (parte la sagra del paradosso).
Questa gentaglia, votata all'ignoranza e all'incoerenza, ha deciso come ogni buon fanatico religioso che vive per dogmi che il proprio pensiero è quello corretto quindi necessita di essere esportato a tutti i costi nel mondo. I metodi per farlo? Petizioni (continuate così geni, non hanno valore legale) ma più spesso querele e ricorsi giudiziari al fine di cavillare per allungare all'infinito la salvezza della quaglia di bosco.
Ma se ad esempio queste azioni mettessero in pericolo la funzionalità di un sistema che oltre che essere regolamentante per la natura è allo stesso tempo economico? Si distruggerebbe (e io parlo in condizionale ma sono cose che ogni giorno accadono davvero) una partizione dell'economia di non piccole dimensioni, affamando migliaia di persone e le famiglie di esse solo per la salvezza della quaglia di bosco.
Dove sta dunque la differenza tra un cattolico che impedendo la ricerca scientifica uccide le persone e un animalista che fa morire di fame delle famiglie?
As usual, IN BRAIN WE TRUST.
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