mercoledì 11 aprile 2012
Il Ritorno del Necrarca
E fu così che si tornò ad Aeon 2.0. Come sempre, d'altronde, sono una persona affezionata alle piccolezze che mi rendono meno triste. Facciamo un sunto veloce di quel che è passato in questo tempo:
-la salute che se ne va
-l'alcool che è sempre qua
-mille donne che nuovamente non hanno soddisfatto la mia necessità di una coppia accettabile
-niente lavoro.
E dirò per giunta che ho anche qualcosa di nuovo da scrivere, ma ci dedico un post nuovo. See yah!
lunedì 12 dicembre 2011
Voci dall'Oltreverso
Ci sono ancora. Ho il blocco dello scrittore, e una possibile artrosi alle mani, ma ci sono. Non disperate.
venerdì 26 agosto 2011
In una gelida palude
Ormai è chiaro come funziona, come funziono. Le fredde acque salgono, o forse sono io a scendere dentro loro, lentamente, come una fine e interminabile tortura. Le sento mordere, scavare nella carne, insediarsi nelle ossa, farci casa accogliente di dolore. Ogni tanto un fugace sorriso pare una zolla di terra ove i piedi poggiano per poco, giusto il tempo di illudersi che l'oblio non ha avuto la nostra essenza. Si frange un'altra zolla, e la discesa riprende, costante, invariata, e inesorabile. Tendere un braccio ormai costa troppa fatica, e nell'attesa che una zolla solida e non troppo tardiva fermi tutto ciò, non resta che abbassare lo sguardo per vedere il proprio corpo calare in acque scure.
domenica 21 agosto 2011
Costi
Costa sapere che non passerà.
Costa percepire la mano della Signora che ti cinge.
Costa avere questa morsa attraverso lo sterno.
Costa sapere che non è solo uno stato fisico.
Costa notare sguardi di pena.
Costa soppesare gli sguardi di dubbio.
Costa perdersi intere giornate con gli amici.
Costa perdersi in certi sguardi.
Costa distogliere lo sguardo.
Costa il pegno pagato per la pace.
Costa l'infelicità negli altri.
Costa due monete il traghetto.
mercoledì 10 agosto 2011
Refresh happends
Casseruola è da un botto che non scrivo più qui! Bah, buttiamoci un pensiero, un sassolito nello stagno salmastro.
C'è un numero limitato di cariche nell'animo di una persona, come pallottole in una pistola. Indipendentemente dal numero di colpi che possediamo, v'è un diverso tempo di ricarica.
...mi sento un avancarica...
C'è un numero limitato di cariche nell'animo di una persona, come pallottole in una pistola. Indipendentemente dal numero di colpi che possediamo, v'è un diverso tempo di ricarica.
...mi sento un avancarica...
mercoledì 6 luglio 2011
Légàmi
Due accenti, una parola. Semplice licenza poetica, fondamentalmente un bel gioco di linguistica.
Lei stuzzica quel che c'era già, ed ecco che semplicemente fluisce all'esterno come risorgiva, gelida e dal profondo.
Vi è oscuro rapporto tra i "legàmi" e l'imperativo "légami", un sottile velo che lascia trasparire più di una simiglianza da ceppo lessicale.
Vi sono legami a loro modo indissolubili, come corde in seta che non feriscono ma impediscono la fuga, a cui i singoli si sottopongono con una sorta di estremo masochismo, una chiara richiesta di costrizione, una necessità impellente di sapere che siamo parte o proprietà di qualcuno, e che questo qualcuno ci detiene per motivi a noi ignoti, al più sperando che sia per una sorta di tenerezza o pietà degna di un cucciolo.
Ed è fondamentalmente questo quel che siamo, quando ci apriamo ad altre persone, esseri indifesi che sorriderebbero ricevendo sia un premio sia una punizione, con un tal timore di perdere ancora da patire con ghigno amaro in volto, emorragie interne invisibili ma di cui siamo ben consci.
Dolce è l'amnio dell'abitudine, quando la solitudine da condizione diventa routine, tutto diventa un brusio quasi impercettibile, facilmente soffocabile finchè uno scossone non spezza il delicato equilibrio, e nuove corde appaiono ai nostri polsi, stavolta dure e taglienti.
E ancora una volta, legato, non posso sfuggirvi.
lunedì 4 luglio 2011
Onyria n°1
Mentre cremisi luce filtrava dalle ricche tende in raso, giacevo inerte sul nudo giaciglio di ferro battuto, lasciando che la mente vagasse senza meta.
Fu fase alfa, così la chiamano, e questo giunse alla mia vista.
Dio:-Eccoci qua infine.
Io: -Orcodio...cioè, nel senso, non credo ti offenderai ora dopo che te ne ho dette per tutta la vita.
-Comodo comodo, sono qui per altre questioni.
-E cosa vorresti da me dunque?
-Poniamo che dipendesse ora da te la mia esistenza, e poniamo che io ti abbia concesso il potere di terminarla.
-Sei un po' vago, necessito di informazioni su certe cose, alcune curiosità, altre meno: che accadrebbe all'universo? che tipo di dio sei? e perchè tutto ciò, questo male eterno?
-Beh l'universo si annullerebbe, con tutto ciò che contiene, sarebbe solo nulla. Io sono e basta, hai poco di preoccuparti di questo, come può comprendere una formica un viaggio spaziale? In realtà ho solo dato l'innesco a tutto, e poi vi siete dati da fare voi sul male.
-Quindi una sorta di orologiaio eh? certo potevi farci un eden piuttosto che un mondo che andasse avanti così.
-Anche per me ci sono delle regole, senza le quali una creazione non può funzionare.
-Ciò non vuol dire che qualcuno di superiore ti ha dato delle regole, indi non sei tu l'entità prima?
-Può essere, ma non lo posso conoscere, quindi le supposizioni su ciò che non so non hanno senso, non credi? Diciamo che per quanto so sono il primo, e quindi senza me niente è.
-Valutiamo assieme, nella supposizione che tu sia primo e unico, cosa che dubito un po' ma prendo per buona, se continui a esistere miliardi di persone continueranno a muoversi come formiche godendo pochi attimi di felicità circondati da un mare di dolore, senza te invece sarebbe nulla, quindi un equilibrio assoluto di bene e male.
-Ma che vantaggio ci sarebbe per te nell'equilibrio assoluto?
-Vuoi mettere un singolo istante di soddisfazione?
Fu fase alfa, così la chiamano, e questo giunse alla mia vista.
Dio:-Eccoci qua infine.
Io: -Orcodio...cioè, nel senso, non credo ti offenderai ora dopo che te ne ho dette per tutta la vita.
-Comodo comodo, sono qui per altre questioni.
-E cosa vorresti da me dunque?
-Poniamo che dipendesse ora da te la mia esistenza, e poniamo che io ti abbia concesso il potere di terminarla.
-Sei un po' vago, necessito di informazioni su certe cose, alcune curiosità, altre meno: che accadrebbe all'universo? che tipo di dio sei? e perchè tutto ciò, questo male eterno?
-Beh l'universo si annullerebbe, con tutto ciò che contiene, sarebbe solo nulla. Io sono e basta, hai poco di preoccuparti di questo, come può comprendere una formica un viaggio spaziale? In realtà ho solo dato l'innesco a tutto, e poi vi siete dati da fare voi sul male.
-Quindi una sorta di orologiaio eh? certo potevi farci un eden piuttosto che un mondo che andasse avanti così.
-Anche per me ci sono delle regole, senza le quali una creazione non può funzionare.
-Ciò non vuol dire che qualcuno di superiore ti ha dato delle regole, indi non sei tu l'entità prima?
-Può essere, ma non lo posso conoscere, quindi le supposizioni su ciò che non so non hanno senso, non credi? Diciamo che per quanto so sono il primo, e quindi senza me niente è.
-Valutiamo assieme, nella supposizione che tu sia primo e unico, cosa che dubito un po' ma prendo per buona, se continui a esistere miliardi di persone continueranno a muoversi come formiche godendo pochi attimi di felicità circondati da un mare di dolore, senza te invece sarebbe nulla, quindi un equilibrio assoluto di bene e male.
-Ma che vantaggio ci sarebbe per te nell'equilibrio assoluto?
-Vuoi mettere un singolo istante di soddisfazione?
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